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All About Mikey

Alla scoperta del Portogallo-L’inizio di un’avventura Pt.2

Nelle puntate precedenti:

(per chi si è perso la Parte1 e vuole leggerla clicchi QUI)

Primavera del 2017

 

Ellie: << Ho voglia d’avventura!>>

Mikey: << Ellie, partiamo!>>

Ellie:<< Ok! Sai dove potremmo andare?>>

Ellie & Mikey:<< IN PORTOGALLO!>>




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Parte 2

Contando che nei 11 giorni non sei sicuro di riuscire a lavare qualcosa e sopratutto che a settembre ti puoi beccare sia cattivo che bel tempo, bisognava pensare bene a portare l’essenziale e non appesantirsi troppo…

Preparazione dello zaino da viaggio:

  • 1 felpa
  • 5 t-shirt
  • 2 pantaloni lunghi
  • 2 pantaloni corti
  • Keeway
  • 2 costumi
  • Asciugamano

    I fedeli compagni di viaggio!

  • Un paio di scarpe da ginnastica
  • Un paio di infradito
  • Scarpe da trekking (ovvero quelle che mi sono messo per partire)
  • Maglia termica per un eventuale bagno nell’oceano (non l’abbiamo usata da veri temerari…l’acqua è ghiaccio puro…)
  • Canottiere, mutande e calze
  • Roba per cucire
  • Torcia
  • Guida Lonely Planet
  • Reflex (con non so quanti “milioni” di Giga, da veri malati di fotografia)
  • Polaroid (da lasciare ricordi a chi si incontra…e giuro che l’abbiamo usata)
  • Medicine da viaggio
  • Documenti vari
  • Tanta voglia d’avventura!

Avevamo tutto pronto, zaini fatti, la guida della Lonely Planet con tutto sul Portogallo, la compagnia giusta e una gran voglia di partire!

Mancava un giorno…

Io non mi rendevo conto che il giorno dopo sarei partito per estremo ovest dell’Europa, invece la mia compagna era eccitata a mille di partire e saltellava qua e là dall’emozione…Io invece no, sarà che dovevo ancora lavorare per tutto il giorno o sarà solo che non me ne rendevo conto, ma in quel momento ero tranquillo come se il giorno dopo fossi rimasto a casa.

Arrivata la notte ( dopo aver chiuso il mio bar), anche se ero stanco e un po’ frastornato per tutta la giornata, iniziai ad avvertire quel senso di…mmm…di libertà…iniziai a fremere…

Finito i preparativi e dopo una doccia rigenerante, alle 03:00 del 11 Settembre (per gli scaramantici non è una gran data per viaggiare in aereo vero?) partimmo per la volta di Bergamo-Orio al Serio per un totale di 4 ore scarse di macchina.

Giuro…non ero mai stato così contento di guidare di notte fonda senza aver dormito nemmeno un’ora, naturalmente l’andatura della macchina faceva prendere sonno alla mia compagna di viaggio, ma nulla poteva rovinare quel momento!

…Nulla vero?

“Giustamente” c’era un particolare molto importante a cui non avevo pensato: Dove cavolo avrei lasciato la macchina??? Sapete quelle volte in cui discutendo con la tua ragazza dici che fai una cosa e poi te la scordi malamente…

<<Sii…tranquilla…ci penso io!>>.

Beh…è capitato giusto quello che vi immaginate…

Non avevo prenotato nessun parcheggio!

Ma per non ammettere il mio errore iniziai a scorrere sul telefono molteplici siti internet di parcheggi dell’aeroporto fino (per fortuna) trovarne uno, con dei posti liberi, vicino alla destinazione… (vi immaginate se non riuscivo alle 7:45 del mattino a trovare qualcosa di libero con noi che avevamo la partenza alle 08:20???).

Comunque sia, pagato 50€ il parcheggio (per la precisione il Best-fly-parking di Orio al Serio), accompagnati con il pullmino e arrivati (finalmente) in aeroporto…

Primo pensiero: CAVOLI!!!(per non dire altro) CI SIAMO!

Facendola breve, quel che segue, per l’attesa l’unica cosa degna di nota è che ci siamo beccati una specie di scolaresca, dove “giustamente” doveva fare il check-in bagagli nel “nostro” sportello…

Avete presente cosa succede ad avere una grande stanchezza in corpo, quindi tanto nervoso, ed essere spintonato da 50 ragazzini ultra agitati nemmeno avessero fatto un’overdose di Redbull?? Eccitante vero?

No…nooooooo…oh voi marmaglia, non mi rovinerete la giornata!!

Con calma e furtività, che nemmeno una vecchietta al supermercato è tanto abile, riuscimmo a scavalcare l’orda dei terribili scolari (mannaggia a me che anche io lo sono stato, e pure uno dei più scalmanati), riuscimmo ad arrivare allo sportello in men che non si dica, imbarcammo i nostri fidati zaini, passammo a pieni voti il metal detector e ci incamminammo verso il tanto ambito posto a sedere per cercare di dormire almeno 10 minuti.

…ma non era ora di dormire…

<<Il volo FR4702 destinazione PORTO è pronto al gate 10, i passeggeri sono pregati di presentarsi all’imbarco>>.

Il nostro aereo era pronto al gate e con scatti che nemmeno un Black-Friday negli Stati Uniti fa spostare rapidamente tutta sta gente, vedemmo la “transumanza” e la seguimmo da brave mucchine… (e giuro che nella mia testa c’era davvero una scena di transumanza, si, lo so, ero davvero stanco…).

Finalmente si parte!

Lo vedevo…era lì che sembrava ci osservasse, quel magnifico uccello di metallo, sarebbe stato lui ad accompagnarci nella terra della nostra avventura…

In quel momento mi sentivo come una specie di Indiana Jones alla ricerca del tesoro portoghese…vabbè…non per forza Indiana Jones, ma comunque un avventuriero alla ricerca della sua avventura da vivere…

Seduti finalmente nei nostri posti (26A e 26B) e sentita tutta la tiritera delle uscite di sicurezza, giubbotto di salvataggio, come comprare i gadget e i gratta e vinci della Ryanair (gia…quei famosi gratta e vinci della Ryanair),  riuscii a rilassarmi…

I motori si accesero…l’aereo iniziò a prendere velocità…io iniziai a rilassarmi, quasi mi addormentai ancor prima del decollo, ma c’era sempre qual cosa che mi ronzava in testa…cosa sarà? Cosa sarà????? Boooh…dormiamo…

L’aereo si sollevò da terra…

…io spalancai gli occhi…e la mia testa gridò: CAZZO! KEVIN!!!

 

Fine primo tempo

(continua…scorrete e continuate a leggere!)

 

 

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Secondo tempo

 

Dove eravamo rimasti?

…io spalancai gli occhi…e la mia testa gridò: CAZZO! KEVIN!!!

(mentre dormivo) Ellie fa le foto di rito…

 

L’ho sempre desiderato gridare durante la partenza di un’aereo,  ma lo feci solo nella mia testa er smorzare la paura del volo…

Iniziò il batticuore, sudorazione a mille, da grande temerario iniziai a stritolare la mano della mia compagna…troppe ore ci volevano all’atterraggio…e se…zzZZzzZzzzzZzzz…esatto…quelle “Z” stanno a significare che mi sono addormentato come un agnellino…succede sempre così…sono solo io che mi prendo male su un aereo e mi addormento in un batter d’occhio…ogni volta… (a voi non capita mai?)

Dormii e dormii…fino ad avere un sussulto…

L’areo tremò…venne colpito da qualcosa…

…nooooo non voglio morire…oh mio dio…nooooooo…cosa sta succedendoooo…

Siamo atterrati…solo e semplicemente atterrati…un po’ bruscamente…ma siamo atterrati, e io che dormivo così bene…

Ma bando alle ciance!

SIAMO IN PORTOGALLO!!!!!

Precisamente a Porto, città universitaria, patria del buon vino, del buon cibo (pesce, pesce e ancora pesceeeee), del calcio e, cosa non da sottovalutare, una delle città più giovanili che abbia mai visto!!

Scendere dall’aereo e assaporare la brezza delle nuove città è sempre una delle sensazioni più belle che si può provare…e poi pensare di aver lasciato i 15 gradi del Piemonte e arrivare ai 25 gradi portoghesi…aaaaah…Che bello!

Prima cosa da capire era: Come cavolo si esce dall’aeroporto?!?!

Vabbè, detto così sembra che non sapevamo nemmeno com’eravamo girati (e più o meno dipinge in nostro stato di quel momento) ma l’aereoporto di Porto è davvero un labirinto! (o forse siamo noi che eravamo troppo stanchi e non ne capivamo nemmeno una?).

Dopo essere riusciti a ritirare i nostri fidati zaini, tolto l’impacchettamento da trasporto (non è che non ci fidiamo della delicatezza del personale addetto eh?! Ma preferiamo prevenire ogni eventualità), iniziammo una luuuunga ricerca dell’uscita…

Sali scale, scendi scale, destra, sinistra, guarda in su, guarda in giù, dai un bacio a chi vu…

…ok mi sono perso…

Provammo di tutto…tirammo i dadi pronunciando Jumangi, passammo dal via e scoprimmo che era stato il signor Victor Plum con la corda nel bagno…ma tutto ciò non servì a nulla…fin quando notammo la transumanza tanto mal sopportata all’aeroporto di Bergamo, e per grazia divina ci condusse all’uscita!!!!!

VITTORIA!!!

E ora…

come arriviamo in centro?

Ok, la metro era la cosa più ovvia…chi è che non ha mai preso una metro? Noi l’abbiamo presa a Milano, a Roma, Londra, Parigi…si sa che ogni posto ha le sue regole di ticketing, ma più o meno sono tutte uguali…Guardammo la mappa della metro appesa davanti ad un totem dei ticket, capimmo l’area della nostra destinazione (ovvero noi eravamo alla fermata “Aeroporto”, dovevamo prendere la linea “E” che ha come ultima fermata “Estadio do Dragao” ), la nostra fermata era “Porto Campanha” ovvero in centro dove c’è anche la stazione dei treni(che useremo per spostarci anche in futuro).

Destinazione capita, ma i ticket? Guardammo per una decina di minuti il totem (come ebeti) e dopo qualche tentennamento, una delucidazione da parte di un addetto ai turisti (sono organizzatissimi i portoghesi!!!) e una fila chilometrica da sfoltire  riuscimmo a prendere una “Card Andante blu” a testa (ovvero un ticket che va bene sia per metro, bus e treni urbani), prezzo 1,10€ cad.

Dopo 5 minuti di attesa arrivò la metro e come ben potete immaginare, tutto l’aeroporto doveva salire su quella metro!!

Iniziammo a vedere per la prima volta le famose sardine (umane) portoghesi…e dopo codesta scena ittica decidemmo di attendere il secondo turno

…scelta azzardata…

Quella metro bramava ancora sardine…e sardine ottenne!



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…continua in un nuovo post, abbiate fede…di nuovo!

E per chi fosse interessato a scoprire tutto sul Portogallo, comprate la guida della LONELY PLANET! La miglior guida per i tuoi viaggi! La puoi trovare cliccando QUI


 

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